Da / 29th settembre, 2011 / venezia turismo / No Comments

Asilo e rifugio dei profughi della terraferma per ripararsi dalle invasioni barbariche, Murano, il cui antico nome A? AMURANIUM, crebbe in prosperitA� e arrivA? al suo splendore nel XVI secolo. Fu sempre centro che mantenne autonomia amministrativa rispetto a Venezia godendo di un locale governo amministrativo e usufruendo dei suoi antichi statuti dal 1272 sotto il governo di un podestA�; fino alla caduta della Repubblica aveva un suo arengo; ebbe il libro da��oro per le sue famiglie originarie, che godevano di speciali privilegi (la polizia di Venezia non poteva approdare nella��isola), coniava le oselle, cioA? le medaglie/moneta che venivano donate ai principali cittadini (il nome deriva dal fatto che anticamente il Doge regalava degli uccelli ai Signori, poi sostituiti da queste medaglie). Le leggi, anche quelle del lavoro, erano sancite da una mariegola (matricola a�� registro, elenco di persone iscritte a una determinata categoria a�� delle corporazioni artigiane) atte ad evitare la diffusione dei segreti della lavorazione del vetro: in cambio della segretezza la��isola e gli isolani godevano di privilegi speciali. Nel suo periodo di maggiore prosperitA� la��isola contava 17 chiese, conventi, ospizi e accademie. La��isola fu scelta come sede industriale per la��arte del vetro dal 1291 sia perchA� si trova a tramontana rispetto a Venezia e quindi i fumi delle fornaci non inquinavano la��aria della cittA� sia per scongiurare pericoli di incendi nel centro cittadino. La��attivitA� A? antichissima ma il vero grande impulso si ebbe quando Venezia entrA? in contatto con le officine saracene di Siria, fra la��XI e il XII secolo. Itinerario * Piazzetta della colonna (fermata battello) * Fondamenta dei Vereri che costeggia il rio omonimo: anticamente sorgevano qui le fabbriche del vetro. Palazzo Contarini/MazzolA� del XVI sec. a�� case gotiche sulle due sponde della riva * Ponte Ballarin: da qui si proclamavano i bandi del governo, ca��A? ancora il leone su una colonna * Attraversato il ponte Fondamenta Manin e a destra Viale Garibaldi (il bersaglio) con la��Ospizio delle vedove dei vetrai, il teatro F. M Piave (famoso librettista da��opera: a�?I due Foscaria�?, a�?Rigolettoa�?, a�?Traviataa�?, tutte per Giuseppe Verdi) e il faro. * A sinistra: Fondamenta di S. Giovanni Battista dei Battuti * A sinistra: Fondamenta Antonio Colleoni * In fondo: Campo S. Stefano, con la antichissima osteria a�?Taverna di S. Stefanoa�? * Ponte S. Pietro e omonima Chiesa con portale rinascimentale e campanile di inizi a�?500, la Vera da Pozzo A? del 1348 * Si riprende la fondamenta dei vetrai, al nA� 139 ca��A? una piccola farmacia settecentesca, con dipinti del Fontebasso (pittore settecentesco fra rococA? e neoclassicismo) * Ponte Vivarini, detto a�?ponte lungoa�? da cui si vede a sinistra il Palazzo da Mula, una delle piA? grandi fabbriche muranesi, con ricordi gotici e ristrutturazione cinquecentesca * Fatto il ponte, a destra, Fondamenta Cavour e Fondamenta Giustiniani con la��omonimo Palazzo oggi sede del Museo Vetrario * Si arriva in campo S. Donato con la monumentale Basilica di S.ti Maria e Donato, costruzione veneto-bizantina del XII secolo, di poco posteriore a S. Marco. Fondata forse nel VII e dedicata a S.ta Maria, dal 1125 si aggiunse il titolo di S. Donato in seguito al trasporto delle reliquie da Cefalonia. La data del 1140, segnata sul pavimento a mosaico, indica il compimento della chiesa. Venne restaurata fra il 1858 e il 73, in tempi recenti riportata alla sua primitiva forma. La��abside esagonale con finto porticato a colonne binate e galleria superiore A? uno dei piA? alti esempi di arch. veneto-bizantina. La facciata A? a forma basilicale di origine Ravennate. La��interno A? a pianta basilicale a tre navate, divise da 5 colonne con capitelli corinzi/bizantini. Il Soffitto A? ligneo a a�?carena di navea�?. Il pavimento ha un mosaico con marmi e paste vitree policrome con motivi ornamentali e figurazioni di bestiario simbolico: a destra fra la 2^ e 3^ colonna due galli sorreggono una volpe: una simbologia della Vigilanza che trionfa sulla��Astuzia. Risale al 1140, quindi A? coevo di quello di S. Marco. Nella ruota di mezzo la��iscrizione indica a�?Anno Domini Millesimo Centesimo Quadragesimo. Primo. Mense Septembri. Indicione Quinta. In Nomine Domini Nostri Jesus Christi. Nella��abside maggiore si conserva il catino absidale bizantino, con la Vergine sola, in forma Orante (stante, con le braccia aperte e mani rivolte verso il cielo). Il CAMPANILE A? a torre quadra a tre sezioni. * Si attraversa il Ponte S. Donato * E si va sulla Fondamenta Navagero, dal nome di uno storico-letterato umanista i cui orti erano pieni di piante esotiche, una delle prime raccolte botaniche da��Europa, ritrovo dei nobili veneziani per le letture dei classici. Da qui si puA? riprendere il battello per Venezia.

alli pills amazon

tadalafil no prescription


Leave a Comment